RipArte: Paina di Giussano - 2026

03 Ottobre 2026

Dove

Presso l'art gallery "La Testimone Velata" nel Cortile degli Affreschi in Piazza N. Sauro, 4G/6A, 20833 Paìna di Giussano (MB)

Durante Ville Aperte, l'arte incontra la materia
Ci sono materiali che sembrano aver concluso la propria storia.
Un pezzo di legno segnato dal tempo, un frammento di ferro, uno scarto di lavorazione possono sembrare semplicemente qualcosa da dimenticare.
Per Giancarlo Ripamonti, invece, è proprio da lì che può iniziare una nuova storia.
RIPARTE – «Seconda vita» è la mostra dedicata alla ricerca artistica di Giancarlo Ripamonti, artista autodidatta di Barzago, che trasforma legno, ferro e materiali recuperati in sculture capaci di raccontare memoria, amore, sofferenza, speranza e rinascita.
La mostra sarà visitabile presso il Cortile degli Affreschi di Paina di Giussano durante le giornate di Ville Aperte.
L'artista sarà presente sabato 3 e domenica 4 ottobre.

Quando

Inaugurazione: sabato 3 ottobre 2026 ore 16

Dove

Presso l'art gallery "La Testimone Velata" nel "Cortile degli Affreschi"

Orario mostra

Sabato 3 ottobre dalle 16 alle 18 (con la presenza dell'artista)
Domenica 4 ottobre dalle 15 alle 18 (con la presenza dell'artista)
Dal 5 al 10 ottobre dalle 15 alle 18:30

La mostra: Seconda vita

Ogni materia porta con sé una storia.
Ogni forma può trovare una nuova vita.
È questo il principio da cui nasce RipArte, il progetto artistico di Giancarlo Ripamonti.
Legno, ferro, tavole dismesse e materiali provenienti da scarti di lavorazione vengono recuperati e trasformati attraverso un gesto creativo che non cancella le tracce del passato, ma le valorizza.
Nelle sue opere rimangono visibili venature, nodi, bruciature, irregolarità e segni dell'intaglio.
La materia non viene resa perfetta.
Conserva le proprie ferite, i propri segni e la propria storia.
Ed è proprio qui che la materia diventa metafora dell'uomo: anche la vita è fatta di imperfezioni, trasformazioni e cicatrici.
La poetica di RipArte nasce così dall'idea che ciò che sembra aver esaurito la propria funzione possa ancora trovare un nuovo significato.
Uno scarto può diventare una forma.
Una forma può diventare emozione.
Un materiale può tornare a vivere.

L'artista: Giancarlo Ripamonti

Giancarlo Ripamonti nasce a Barzago, in provincia di Lecco, nel 1955, dove vive tuttora.
Artista autodidatta, a soli quattordici anni entra in fabbrica come operaio metalmeccanico. È tra ferro, saldature e macchinari che sviluppa una profonda conoscenza della materia, trasformando progressivamente l'esperienza del lavoro manuale in una vocazione creativa.
Nel tempo realizza opere in legno e ferro, privilegiando materiali recuperati e scarti di lavorazione.
Fin dagli esordi, la sua attività artistica si intreccia con l'impegno sociale e la solidarietà: molte delle prime opere vengono infatti destinate alla raccolta fondi per attività che sostiene da sempre come volontario.
Nel 2024 nasce RipArte, il progetto attraverso il quale Ripamonti porta alla luce una ricerca maturata nel corso di decenni e fondata sulla rinascita della materia.
Cuori, pesci, figure femminili e soggetti sacri diventano i principali protagonisti della sua produzione, attraverso forme essenziali e simboliche che raccontano amore, memoria, maternità, sofferenza, speranza e trasformazione.
Nelle sue opere venature, nodi, irregolarità e segni della lavorazione rimangono volutamente visibili.
La materia conserva la propria storia, proprio come l'uomo porta con sé le proprie ferite e trasformazioni.
RipArte è così una poetica della seconda vita: ciò che sembrava destinato allo scarto può ancora diventare arte, bellezza e nuova possibilità

La Poetica: la rinascita

RipArte non è soltanto il nome di un progetto artistico.È soprattutto un modo di guardare le cose.
Giancarlo Ripamonti non cerca materiali perfetti. Cerca materiali che abbiano qualcosa da raccontare.
Il legno porta con sé venature, nodi e segni del tempo. Il ferro conserva tracce del lavoro e della sua precedente funzione.
Attraverso l'intervento dell'artista, questi elementi vengono trasformati senza perdere completamente la loro identità.
Il passato non viene cancellato: viene trasformato.
Questa scelta diventa anche una riflessione sulla condizione umana.
Come il legno conserva le proprie cicatrici, anche le persone portano dentro di sé esperienze, ferite e trasformazioni.
La perfezione non è quindi l'obiettivo.
L'autenticità nasce proprio dalla capacità di accettare ciò che è stato e trasformarlo in qualcosa di nuovo.
È questa la seconda vita raccontata da RipArte.

Le opere: una ricerca tra materia e simboli

La produzione di Giancarlo Ripamonti si sviluppa attorno ad alcuni soggetti ricorrenti.
CUORI
Il cuore è uno dei simboli più presenti nella ricerca dell'artista.
Realizzati in legno e spesso accompagnati da elementi in ferro recuperato, i cuori diventano immagini di amore, fragilità, resistenza e rinascita.
In alcune opere il cuore sembra germogliare da uno stelo metallico; in altre è racchiuso, quasi imprigionato, all'interno di una grata.
Il cuore diventa così anche metafora dell'esistenza: fragile e resistente, ferita e capace di rinascere.

PESCI
Nella ricerca di Ripamonti, il pesce richiama vita, movimento, libertà e rinascita.
Scolpiti nel legno, singolarmente o riuniti in composizioni, i pesci assumono forme diverse ma conservano una forte essenzialità.
Il legno recuperato mantiene venature, nodi e irregolarità, rendendo ogni elemento unico.
Il pesce diventa così simbolo di una vita capace di muoversi, adattarsi e trovare una nuova direzione.

FIGURE FEMMINILI

La figura femminile occupa un ruolo importante nella produzione di Ripamonti.
Attraverso forme essenziali l'artista affronta temi come forza, maternità, vulnerabilità, dignità e libertà interiore.
Il corpo non viene rappresentato soltanto nella sua dimensione fisica, ma diventa uno strumento per parlare dell'essere umano e della sua interiorità.

SOGGETTI SACRI

La ricerca di Ripamonti comprende anche diversi soggetti legati alla tradizione cristiana.
Natività, Passione e maternità vengono reinterpretate attraverso un linguaggio essenziale, nel quale le figure diventano simboli universali di amore, protezione, sofferenza, speranza e accoglienza.
Anche in queste opere il legno conserva volutamente i propri segni e le proprie imperfezioni.

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Come raggiungerci

Presso l'art gallery "La Testimone Velata" nel Cortile degli Affreschi in Piazza N. Sauro, 4G/6A, 20833 Paìna di Giussano (MB)

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